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Valgraveglia, scoprire passato e presente

by Redazione
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Nella verde vallata dell’entroterra del Tigullio la tradizione contadina  e le risorse mineralogiche rappresentano due validi spunti per scoprire, senza fretta, questo angolo della Liguria.

Se si proviene da una delle tante località turistiche della costa ligure del levante pochi chilometri ci separano dalla Valgraveglia. Siamo nell’entroterra  dove le coltivazioni dell’olivo, vite, prodotti dell’orto e piante da frutto, hanno disegnato il paesaggio lasciando spazi al bosco e al pascolo; qui incontriamo piccole casolari  con i tipici tetti in “ ciappe” , le terrazze con il pergolato, i portici. Ma la Val Graveglia è anche  un sito di grande pregio mineralogico, apprezzato e conosciuto da ricercatori ed appassionati di tutto il mondo, per la grande varietà di specie, per la presenza di minerali molto rari ed in alcuni casi unici al mondo e per la frequenza di campioni di grande pregio estetico e di notevole valore scientifico e collezionistico. La presenza di ben otto minerali unici al mondo, e i “pilows”, formazioni geologiche affiorate 200 milioni di anni fa per un ribaltamento della crosta terreste ne fanno un luogo di forte interesse. Da mercoledì alla domenica è possibile visitare la più grande miniera di manganese d’Europa, ancora in attività. Il centro di accoglienza della zona mineraria comprende la biglietteria, il bar, l’archivio scientifico e storico della miniera, un centro di ricerca scientifica, con uno spazio dedicato a brevi soggiorni di studio, nonché la stazione di partenza del trenino per la visita all’interno delle gallerie. In questa sede, con il biglietto di ingresso, vengono fornite tutte le attrezzature necessarie per la visita guidata, quali casco di protezione, tuta impermeabile, ecc. Sebbene la parte percorribile della miniera sia stata completamente ristrutturata ed illuminata, è consigliabile indossare scarpe comode ed impermeabili. La visita guidata all’interno della miniera prevede due itinerari realizzati lungo le gallerie utilizzate durante l’attività estrattiva, che, pur restaurate e parzialmente modificate per soddisfare i requisiti di sicurezza, mantengono le caratteristiche originali. Lo stesso trenino per la visita sfrutta i binari esistenti ed è stato realizzato mantenendo il telaio dei vecchi vagoni che trasportavano il minerale estratto.

I due borghi, Nascio e Cassagna

Nascio è un piccolo borgo inerpicato su un crinale  a circa 400 metri sul livello del mare. Il paese, molto suggestivo, ha origini storiche antiche: denominato «Naxo» in un documento del 1054, è documentato in epoca medievale come dominio dei Signori di Nascio e dei Da Passano – entrambi rami della potente casata dei Conti di Lavagna – e successivamente dei Malaspina. Sono riconducibili a tale periodo storico le strutture architettoniche riscontrabili nei criptoportici superstiti e in alcune caratteristiche case in pietra con coperture in ardesia. Il colle era dominato un tempo dall’antico castello che, costruito probabilmente nel secolo XI, si ergeva nei pressi dell’attuale chiesa parrocchiale, edificio religioso cinquecentesco dedicato alla Madonna Assunta e a San Michele arcangelo. Il contesto paesaggistico in cui il borgo s’inserisce è di grande fascino: la folta vegetazione dell’area boschiva che circonda il paese lascia intravedere speroni di roccia rossastra ricca di diaspri e di manganese ed occulta parzialmente la profonda e ripida gola in cui s’insinua l’alveo del rio Novelli, un affluente del torrente Reppia, che la percorre con andamento sinuoso. Qui il tempo scorre lento che quasi pare essersi fermato.

Cassagna è un borgo ben curato e suggestivo e lo si può raggiungere da Nascio percorrendo l’antico sentiero pedonale che utilizza l’imponente ed elegante ponte settecentesco posto su una profonda forra sul rio Novelli. Per ammirare dall’alto la struttura di Cassagna (si può percorrere la strada in gran parte sterrata che da Cassagna raggiunge Statale attraversando imponenti castagneti. Si rammenta che in località Crocetta (deviazione in salita della sterrata) sono visibili resti evidenti dell’antica chiesa soppiantata nel 1565 dalle parrocchiali di Nascio e Statale. I ruderi possono essere raggiunti come in antico anche attraverso un sentiero che inizia dall’abitato di Cassagna e che viene descritto fra i percorsi. Notizie su Cassagna si hanno dal catasto della Repubblica di Genova del 1467, pubblicato dalla studiosa francese Robin, relativo agli abitati dipendenti dalla podesteria di Sestri Levante. Dai dati riportati si constata che tutti i sedici capofamiglia recensiti come Bernardello nella podesteria sono concentrati nel nucleo di Cassagna, che può pertanto essere ritenuto, come scrive nel testo originale con bella espressione la Robin, la «villa-berceau» ovvero «il paese-culla» di tale parentela.

INFO TURISTICHE

ProLoco NE Valgraveglia, Piazza dei mosto 19 Conscenti(GE) tel. (0185.387022 /337479 – 339 8422126

Miniere  di Gamba Tesa e Museo Minerali  tel. 0185.338876

Come arrivarci

Dall’uscita del casello autostradale di Lavagna girare a destra in direzione CARASCO – VALGRAVEGLIA e una volta giunti in località Graveglia (Settembrin) andare dritti sino a Conscenti. Da qui si segue a destra per REPPIA – ARZENO sino poco oltre la località Piandifieno, da dove si abbandona la strada principale seguendo le indicazioni a destra per NASCIO – CASSAGNA.

Sosta Camper

Per una discreta sistemazione del mezzo, superato il caratteristico borgo di Nascio la strada comincia a scendere e dopo poche centinaia di metri si incontra un ponte pedonale sulla vostra sinistra. Qui  è possibile parcheggiare il camper.  Il centro abitato di Cassagna  lo si raggiunge attraverso il settecentesco ponte abbandonandolo al colletto (ometto).

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