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Tra crisi e speranza, il turismo e i valori di ‘bien vivre’ illuminano la strada per un nuovo inizio

by Redazione
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Lasciamo perdere stereotipi o frasi fatte, con il nuovo anno nulla è stato modificato (almeno in meglio…) e i problemi che ha lasciato il 2023 sono tutti sul tavolo.

Certo, segnali positivi vengono dal turismo, non potendo essere altrimenti in presenza di Stati che, di norma, ospitano notevoli flussi di visitatori nella stagione invernale (Israele, Giordania, Egitto, Tunisia).

Paesi che sono alle prese con conflitti interni se non addirittura guerre così che i “luoghi” del Vecchio Continente paiono più sicuri.

Dall’Ucraina alla Palestina il rombo dei cannoni si fa sentire e preoccupa per la violenza, le atrocità, la mancanza di ogni rispetto per le vite umane che i reportage televisivi ci mostrano ogni giorno.

Il 2024 è innanzi tutto questo, ma non solo!

Inizia con l’inflazione, l’impoverimento delle famiglie, le difficoltà ad assicurare un posto di lavoro e con salari a volte ai limiti dello sfruttamento se non della schiavitù.

Problemi di razzismo, di cattiva sopportazione degli altri, di omofobia, di rifiuto delle diversità: con presupposti come questi sperare nel Nuovo Anno per voltare pagina è arduo, ma non impossibile.

L’essenza umana, dopo momenti di imbarbarimento, quando pare che non vi sia altra strada se non l’abbattimento dei ponti e la costruzione di nuovi muri, sa disegnare un percorso diverso.

Una strada fatta di comprensione e di resilienza, di rifiuto della violenza e di ricerca delle ragioni che uniscono.

Si tratta di quello che i francesi chiamano “bien vivre”, un insieme di valori, irrinunciabili, che se coniugati consentono alle persone, pur con tutte le diversità, di condurre la propria esistenza in modo sostenibile, sotto il profilo sociale, intellettuale, economico e sanitario.

Certo scrivere di bien vivre con questi chiari di luna non è facile, ma occorre imboccare questa strada, allontanare da noi i fomentatori di odio, immaginare un futuro nel quale le ragioni che uniscono prevalgano e sconfiggano quelle che dividono.

Il turismo di movimento, con la sua capacità di adattamento, di rispetto per gli altri, con la voglia di conoscere e di apprezzare le diversità e col gusto per il nuovo, indica la strada.

Cerchiamo di percorrerla in questo 2024 che è appena iniziato, certo non sotto i migliori auspici.

Beppe Tassone

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