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FRANCIA/ La Valle delle Meraviglie

by Redazione
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Alla scoperta della scenografica Valle della Loira, palcoscenico a cielo aperto dell’indissolubile legame fra natura e storia, come testimoniano i sontuosi castelli di Amboise e Chenonceau.

Esplorare quella vasta area della Francia centrale che coincide con la Valle della Loira, a sud di Parigi, un’autentica valle di meraviglie, può apparire un po’ complicato, dati i numerosi percorsi storici che vi si intrecciano e l’abbondanza dei castelli che vi sorgono, in un territorio che sembra grondare letteralmente arte e storia. La Loira, con il suo lunghissimo tragitto che si snoda per circa mille chilometri, è il più grande fiume d’Europa a ovest del Reno, e ai giorni nostri, costeggiandolo, ci si ritrova immersi ancora in atmosfere da favola, con le sagome dei castelli che emergono dal paesaggio come gemme incastonate in un oceano verde di boschi.

Alcuni dei manieri sono ancora proprietà delle nobili famiglie di un tempo, altri sono passati di mano in mano e solo alcuni sono visitabili. Questi magnifici manieri, costruiti come autentici “luoghi di delizie” fra il ‘400 e il ‘700 per i Re, ma anche per i nobili e i vari dignitari che potevano permettersi sontuose case di “villeggiatura”, erano lo scenario in cui grandi dame, favorite, ministri e cortigiani si contendevano l’attenzione reale, tra battute di caccia e sontuose feste, tra gli intrighi e quei tradimenti che poi avevano grande risonanza nell’universo politico parigino e che sono stati argomento di una vasta letteratura d’oltralpe (si pensi solamente al romanzo dei “Tre Moschettieri” di Dumas).

Direzione Amboise

Proprio lungo il possente fiume si incontra Amboise, cittadina dove sorge uno dei più importanti Castelli della Valle della Loira. Il maniero nacque a causa di una donna, la Regina Anna di Bretagna; proprio per lei, infatti, di ritorno dalla campagna di Italia, Carlo VIII decise di trasformare a partire dal 1492 la preesistente fortezza medievale in un maniero di stile rinascimentale, sfruttando il lavoro e la creatività di artisti, pittori, scultori e giardinieri portati dalla penisola italiana. Pian piano i merli e gli spalti diventarono elementi decorativi, e per finanziare la sua costruzione il Re impose una tassa di cinque denari su ogni quintale di sale venduto nel reame. I pavimenti in legno vennero coperti da centocinquanta tappeti fatti arrivare dalla Turchia e la Regina fece sistemare una stanza da bagno privata, talmente fuori dagli standard dell’epoca da attirarsi notevoli critiche.  Ma il destino avverso mise ben presto fine aimomenti lieti del Castello, quando in un giorno di aprile del 1498 il Re batté la testa contro lo stipite di una porta e nel corso della notte morì. Ma anche successivamente il Castello fu il muto testimone dell’avvicendarsi di altri Re e di altri episodi storici: infatti qui…

 

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