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Dozza, un murale tira l’altro

by Redazione
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All’ingresso dell’abitato, provenendo dal vicino parcheggio, si incontra la maestosa Rocca, risalente al XIII secolo, ma ampliata alla fine del ‘500 per  trasformare in palazzo signorile la precedente struttura militare; qui dimorò Caterina Sforza, e poi seguirono i Borgia e Papa Clemente VII che la cedette ai Marchesi Campeggi-Malvezzi che l’abitarono fino al 1960, anno della morte dell’ultimo erede della casata. Il complesso è a pianta esagonale con il possente torrione maggiore e riverbera ancora i secoli di storia che lo hanno visto protagonista, come si può notare all’interno dei suoi saloni grazie alla collezione di arredi, arazzi, raccolte d’armi e mobili antichi. Nelle cantine della Rocca è allestita una mostra permanente di vini in cui si possono degustare e acquistare oltre ottocento etichette selezionate fra le migliori produzioni regionali.

Non a caso, infatti, la Rocca è sede dell’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, dato che qui la civiltà enologica affonda le radici in un lontano passato, grazie alle vigne locali che producono l’Albana, primo vino bianco in Italia ad avere ottenuto la denominazione di origine controllata e garantita, che insieme al Trebbiano, al Sangiovese e ai Colli d’Imola dà vita alle locali produzioni enologiche d’eccellenza. Sulle stradine lastricate del borgo si affaccia la Parrocchiale di Santa Maria Assunta in Piscina, risalente al XII secolo, che conserva una lunetta in arenaria, capitelli romanici e una pregevole pala del ‘400, e di fronte il Palazzo Comunale, con un’elegante loggia cinquecentesca.

Ma la particolarità di questo delizioso borgo sono i muri dipinti, dato che le pareti delle case e gli scorci di strade e piazze sono arricchiti da numerosi murales che aprono squarci di colore e proiettano in mondi lontani, quasi come se ci si trovasse all’interno di un set cinematografico dove cambia continuamente lo scenario di fondo. E’ dal 1960 che la cittadina ospita, infatti, la Biennale d’Arte del Muro Dipinto, manifestazione settembrina di pittura sui muri delle case, nel corso della quale gli artisti dipingono dal vivo davanti al pubblico. Con il trascorrere degli anni la Biennale è diventata sempre più qualificata, nobilitata dalla partecipazione di importanti maestri della pittura come Sassu, Matta, Brindisi, Licata e così via; col passare degli anni sono stati oltre duecento gli artisti che hanno preso parte alle oltre venti edizioni della manifestazione, impreziosendo con un centinaio di murales le facciate delle case e trasformando il borgo medievale in un vero e proprio museo a cielo aperto.

Così, passeggiando lungo le due strade principali del borgo, si viene irretiti da questi numerosi mondi incantati che si spalancano davanti ai nostri occhi meravigliati, dall’affresco “Figure” di Remo Brindisi che campeggia sull’arco rosato con orologio di via XX Settembre all’”Assedio alla Rocca”, affrescato da Aligi Sassu sul muro divisorio del porticato della stessa via, allo strano uomo con cravatta e orecchie da elfo che si affaccia accanto all’arco dell’orologio, giusto per citare alcuni. Ma ognuno può cominciare la sua personale “caccia al tesoro”, scoprendo un affresco dopo l’altro e proiettandosi in un mondo fantastico in grado di fare sognare a occhi aperti.

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