Le Langhe dei golosi

Una passeggiata a Grinzane Cavour famosa per i vigneti ma anche per i tartufi

Un percorso alla scoperta delle Langhe consente di scoprire antichi borghi arroccati, affascinanti cittadine di pianura, ma anche castelli medievali e chiese romaniche, il tutto sospeso e circondato da una teoria di dolci colline “ricamate” da filari ininterrotti di vigneti che si inerpicano sulle alture e scivolano lungo le vallate caratterizzando il territorio con il loro carico di gusto, cultura e civiltà enologica vecchia di secoli. Da queste parti la cultura del vino ha radici antiche che risalgono alla dominazione romana, anche se le celebrità enologiche che hanno reso famoso il territorio piemontese in tutto il mondo si sono consolidate dal medioevo in poi. D’altro canto una leggenda racconta che in origine sia stata la volontà degli dei di regalare alcuni doni: a Bacco si deve l’uva, a Diana i tartufi, a Cerere le zolle fertili, a Giunone il latte per i formaggi e ad Apollo, meno prosaicamente, la poesia; da questi doni nacquero queste terre benedette dal cielo e dalla terra, in grado di dispensare anche a millenni di distanza i loro tesori, dall’arte all’ambiente e all’enogastronomia. Come non approfittarne?

D’altronde, non è solo il vino a caratterizzare questa splendida area: vi sono autentici giacimenti gastronomici, come il pregiato tartufo e la squisita nocciola, in grado di attirare l’attenzione non soltanto dei golosi. Non a caso l’area delle Langhe, insieme a quella del Roero e del Monferrato è recentemente entrata a far parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco per le sue peculiarità che la consegnano all’elenco dei tesori più preziosi del globo terrestre. Le Langhe (il termine piemontese langa significa collina) occupano una regione storica situata a cavallo tra le province di Cuneo e di Asti, confinante con il Monferrato e il Roero e scandita da un sistema collinare definito da alcuni fiumi, come il Tanaro e il Belbo.

In questa sorta di viaggio nel pianeta del gusto e della bellezza è a Grinzane Cavour, cittadina famosa per i vigneti ma anche per i tartufi. Il borgo è dominato dall’imponente castello che si innalza tra i vigneti circostanti con una fiammeggiante facciata in cotto, il cui nucleo originario sorse intorno alla torre centrale eretta nella prima metà dell’XI secolo. Tra i diversi proprietari del maniero vi fu anche il Conte Camillo Benso di Cavour, che vi soggiornò tra il 1832 e il 1849 e che del paese fu Sindaco, dedicandosi anche a vari esperimenti nel campo della viticoltura.

Il Castello, recentemente inserito nel Patrimonio Unesco, è anche sede dell’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini di Alba e dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio (O.N.A.F.), giusto per comprendere la sua centralità all’interno dell’importante comprensorio enogastronomico compreso in questo territorio. Mentre al suo interno, oltre che visitare gli opulenti saloni, come la Sala delle Maschere con il cinquecentesco soffitto ligneo impreziosito da riproduzioni di volti, stemmi e allegorie, e la Sala degli Affreschi, il percorso di visita include il Museo Etnografico delle Langhe, che raccoglie numerose testimonianze della civiltà e della cultura contadina, soprattutto quella legata all’attività vitivinicola, e il Museo dei Cimeli Cavouriani. Inoltre qui è ospitata l’Enoteca Regionale, che è una vetrina prestigiosa dei migliori vini e grappe piemontesi, tra cui eccellono diversi vini rossi al di là del Barolo, come il Barbaresco DOCG, il Barbera DOC, le cui prime notizie risalgono al ‘600, e il Dolcetto d’Alba DOC, conosciuto in Piemonte fin dal medioevo, che prende il nome dalla dolcezza dell’uva.

Vicino al Castello sorge poi la piccola Parrocchiale di Maria Vergine del Carmine. L’attuale edificio sorge dove un tempo esisteva un’antica chiesa ricostruita nella prima metà del XVII secolo con rifacimenti successivi e ampliamenti che durarono fino al 1890…

…continua a leggere l’articolo completo nel N.401 di CAMPERPRESS

 

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