Trentino/ Sulle sponde del lago

Una gita nella suggestiva cittadina di Riva del Garda, sulla riva trentina del grande lago

Scenari di grande bellezza si alternano lungo il lago di Garda, il più grande specchio lacustre d’Italia, che fa da cerniera fra il Trentino, la Lombardia e il Veneto. A causa dell’azione termoregolatrice del lago la piana circostante gode di un clima quasi mediterraneo, e per questo motivo Goethe, che qui venne in visita nel 1786, la chiamava la terra dove fioriscono i limoni.

Nell’area trentina del lago, in un panorama solcato da distese di vigneti, si incontra Riva del Garda, cittadina di charme scandita da colori solari che si mescolano alla purezza delle vicine Dolomiti, situata com’è in uno splendido golfo, protetta dal monte Brione che domina l’alto Garda. È il più importante centro commerciale del Garda nord-orientale oltre a essere il naturale punto di transito dei turisti che scendono dal Brennero, al punto che da queste

parti la prima lingua parlata per gran parte dell’anno è il tedesco! E il motivo è chiaro, dato che questa piccola perla, affacciata scenograficamente sulle rive del lago, conserva quel fascino d’altri tempi che fin dalla fine del ‘700 e per tutto l’800 aveva conquistato nomi del calibro di Goethe e Stendhal, Kafka e Mann, che da qui e dai colori cangianti di queste vallate, sospese tra il Garda e le vicine Dolomiti, trassero ispirazione per le loro opere.

Proprio in quel periodo si scopriva la vocazione di stazione climatica della cittadina, che sarebbe poi diventata privilegiata meta balneare, dopo che per secoli la sua posizione l’aveva resa il porto principale del Garda settentrionale, contesa tra scaligeri, viscontei, veneziani e trentini, oltre che luogo aperto a influssi e commerci con la Lombardia, il Veneto e il vicino Tirolo.

Nelle romantiche acque del lago che accarezzano il nucleo abitato è consentita la navigazione solo a vela e in questo scenario caratterizzato dallo specchio lacustre e dalle coste che vi si affacciano si innalza come una sentinella proveniente da un lontano passato la Rocca, risalente al 1124 e circondata da un fossato che la rende inespugnabile; la struttura ha un aspetto fortificato in buona parte originale, anche se frutto dei rifacimenti susseguitisi nel corso dei secoli, con quattro torri angolari e l’antico mastio. Al suo interno è allestito il MAG, il Museo dell’Alto Garda, che ospita sezioni permanenti dedicate alla pittura, all’archeologia e alla storia.

Il salotto cittadino è nella vicina piazza Tre Novembre, che si apre sul porto, testimoniando lo stretto legame tra il lago e il centro abitato; qui si innalzano come in un palcoscenico a cielo aperto una schiera di case multicolori di impronta veneta, scandite da portici di epoca scaligera che un tempo ospitavano i mercati e le attività commerciali, oltre al Palazzo Municipale, porticato e unito al Palazzo Pretorio, costruito nel ‘300 dagli Scaligeri, nella cui loggia si amministrava la giustizia; e alla Torre Apponale, eretta nel ‘200 e sopraelevata a metà del ‘500 fino all’altezza di trentaquattro metri, che è sovrastata da un angelo segnavento in lamiera, chiamato Anzolim de la tor.

Proseguendo lungo via Fiume o Contrada Larga, si costeggiano edifici storici, alcuni abbelliti da brani di affreschi sulla facciata; qui si affacciano negozi di artigianato di vetro e legno e ristoranti all’aperto che si animano in estate con la presenza di numerosi turisti. Spostandosi verso est si incontra piazza delle Erbe con il Loggiato del Pesce e la settecentesca Pieve dell’Assunta, di impronta barocca, con la cappella del Suffragio scandita da pregevoli stucchi e la pala dell’Assunta. Ancora oltre vi è piazza Cavour, chiusa da un lato dalla slanciata Porta di San Michele.

Invece, dalla parte opposta si incontra un’altra delle antiche porte cittadine, Porta di San Marco, di origine medievale e ricostruita in epoca veneziana, coronata da merli e decorata da stemmi, e dopo qualche centinaio di metri la pregevole chiesa dell’Inviolata, risalente al ‘600 e caratterizzata da una facciata di impronta tardo-rinascimentale e da un interno di gusto barocco, con stucchi, decorazioni e vari dipinti fra i quali alcune pale d’altare di Palma il Giovane.

Anche il lungolago merita una piacevole passeggiata, dato che è sistemato in maniera scenografica ed è molto ben organizzato, con prato all’inglese, boschetti e palmeti, affiancati da piste ciclabili e da scorci sulle acque lacustri popolate nella bella stagione dai bagnanti e dalle barche a vela, in una sorta di eden naturalistico davvero difficile da dimenticare.

 

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