Marche/ Andar per cascate

Nelle Marche sui Monti della Laga, una meta per tutti gli amanti della montagna e della natura. Sistemato il camper, zaino in spalla e via  immersi nei boschi lussureggianti.

Partiamo alla volta delle Cascate della Prata e della Volpara, nei pressi di Umito. Vale la pena spendere qualche parola sul sorprendente panorama che abbiamo incontrato lungo la strada tortuosa che scende dal Ceppo fino ad AcquaSanta Terme. Non pensavo che i Monti della Laga potessero offrire scenari di tale immensità e severità. Eppure, da questo versante, la Laga rivela spazi incredibilmente vasti, cime austere che sovrastano immensi pendii boscosi, creste imperiose che si estendono quasi da un orizzonte all’altro, ripidi canaloni che si aggettano in verdi vallate. Spazi e distanze lasciano a bocca aperta: si passa dal verde lussureggiante delle montagne più vicine, fino ai toni spenti, simili al grigio, delle dorsali all’orizzonte, e ciò permette di percepire la reale grandezza di ciò che si ha di fronte. Una sensazione davvero inaspettata, considerando l’aspetto dolce e poco scenografico che di solito associavo ai Monti della Laga, da me conosciuti soprattutto per i magnifici boschi e cascate che racchiudono. Giunti a destinazione, parcheggiamo di fronte l’agriturismo.

Prima di cenare, andiamo a visitare il Patriarca dei Patriarchi, un castagno millenario.  E’ la quarta volta che lo vedo, ma è sempre affascinante trovarsi di fronte un tronco dal diametro di quasi dieci metri.  Bene, la cena è quasi pronta. Fettine panate. Domani ci attende il sentiero per la Volpara.

Mattina splendida, cielo terso, temperature mite. Si prepara lo zaino e tutto l’occorrente, e verso le 10:30 parte l’escursione alla volta delle Cascate della Volpara. La prima ora di cammino è piuttosto noiosa. Percorriamo una larga carrareccia, senza particolari bellezza da osservare. La scenografia cambia completamente dopo il bivio che porta alle cascate della Prata: da qui in poi, l’escursione prende tutta un’altra piega, e i panorami rendono piena giustizia alla fama di quest’itinerario, fra i più seguiti della Laga. Al contrario del bosco Martese, qui l’acqua è la vera protagonista: il torrente è in piena, ricco di cascatelle e salti.  Proseguendo incontriamo scorci davvero particolari, come ad esempio un paio di fossi attraversati da ruscelli, simili a enormi giardini traboccanti di alberi e piante di svariati tipi. Man mano che ci avviciniamo alla Volpara, i panorami sono più suggestivi: il bosco diventa più ampio e fitto, ricco di massi interamente coperti di muschio, mentre si continua a costeggiare il torrente che spumeggia fra scivoli di roccia, forma simpatici gorghi  (ho quasi ceduto alla tentazione di immergerci i piedi), e in alcuni punti precipita a formare delle vere e proprie cascate.

I giochi di luce, il suono dell’acqua, la vegetazione rigogliosa resa ancor più affascinante dalla presenza di grandi massi coperti di muschio, portano il portano il percorso della Volpara fra i luoghi più belli che si possano visitare fra questa montagne. Arrivati a destinazione, mangiamo un panino a una decina di metri dall’ultimo salto della cascata, in ambiente molto selvaggio. In realtà, la Volpara nasce dalla cima della montagna, e scivola lungo la dorsale per quasi 800 metri prima di giungere a quota 1200 dove l’acqua si getta nei due maggiori salti che formano la cascata. Dal punto d’osservazione segnalato dal Parco, a circa duecento metri di lontananza in linea d’aria, appare come un lungo nastro d’argento che solca la montagna e si allarga fino a diventare una scintillante cascata che precipita fra fitti boschi. Uno spettacolo. L’escursione ha richiesto circa cinque ore, ma ne è valsa la pena. Peccato non aver visitato anche la Prata, a mio parere la più bella cascata presente in Abruzzo.

Siamo rimasti a Umito per due notti. Il terzo giorno abbiamo fatto una breve visita a Quintodecimo, un paesino delizioso costruito a ridosso del fiume Tronto. Abbiamo anche provato ad addentrarci nel bosco che si trova nelle vicinanze: non abbiamo trovato chissà quali scorci, ma un delizioso susseguirsi di campi coltivati e orticelli costeggiati dal torrente. Una splendida “oasi contadina”,  colma di ponticelli e recinti di legno, avvolta dal verde, dal fruscio dell’acqua e dai profumi delle piante. Nel pomeriggio torniamo a Umito, dove mi tuffo in un ultimo, breve viaggio, nella natura, stavolta da solo.

Pernottiamo nel solito parcheggio di fronte l’agriturismo, e l’indomani partiremo alla volta delle Gole Del Salinello.   Grazie mille, Umito. Un’altra magnifica parentesi di quest’avventura in camper.

 DOVE,COME,QUANDO

Le cascate si trovano sul versante marchigiano della Laga.

Con il camper  si raggiunge prima Acquasanta Terme e poi si risale fino ad Umito (640 mt), arrivati alla fine del paese si parcheggia nei pressi di un lavatoio o di  fronte l’Agriturismo di Umito, proprio all’imbocco del sentiero per le cascate  Qui parte la sterrata che, inizialmente in discesa, gradualmente sale e dopo circa 40 minuti traversa il fosso di Rio della Prata (+/- 760 mt). Da questo punto parte il sentiero molto comodo che, con una ventina di minuti, permette di raggiungere la base della cascata della Prata.Tornati in basso si continua fino ad arrivare ad un rifugio (+/- 850 mt), qui la sterrata t ermina. Si segue ora l’evidente sentiero che in successione ci farà vedere prima il caratteristico “fornetto”, poi una bella cascatella ed infine, raggiunto il Rio Volpara, gli scivoli con le caratteristiche “vasche”. Meta agognata dagli escursionisti estivi per evidenti ragioni.

La primavera e l’estate sono le stagioni più indicate per le escursioni.

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