A Guardiagrele, tra natura e artigianato

Nel borgo abruzzese di Guardiagrele si è nel cuore del Parco Nazionale della Majella tra gioielli in filigrana di grande bellezza.

Inoltrandosi tra gli splendidi panorami naturalistici del Parco Nazionale della Majella, in un sinuoso percorso denso di curve si raggiunge Guardiagrele, detto “la porta della Majella”; il borgo è infatti la sede dell’Ente Parco e da qui si godono notevoli scenari sulla natura che lo circonda. Anche il suo nome è collegato alle montagne circostanti, dato che probabilmente allude al fatto di essere in posizione elevata di fronte alla Majella e a guardia di un primitivo villaggio chiamato Grele situato più in basso rispetto al colle su cui si adagia l’attuato abitato.

In ogni caso le prime fonti documentate del borgo sono datate attorno al XII secolo, anche se la maggiore prosperità sarebbe arrivata tra il ‘300 e il ‘400, quando sotto la casata degli Orsini Guardiagrele divenne un importante centro della Contea di Manoppello. Fu in questo periodo che l’abitato si trasformò in un centro di fonditori di campane, di artigiani del ferro battuto e di maestri orafi, di cui il più famoso fu Nicola da Guardiagrele, che ha lasciato nelle chiese dei dintorni numerose testimonianze della sua pregevole produzione.

D’altronde, nella cittadina, così come in altri centri vicini, l’arte orafa è ancora oggi coltivata nelle botteghe artigiane, con gioielli di gusto popolare realizzati in filigrana d’oro o d’argento, come il tipico ciondolo locale, la presentosa, a forma di stella con due cuori intrecciati, che era l’omaggio alla futura sposa in occasione del fidanzamento; prende il nome da “presente”, cioè dal dono che il fidanzato faceva alla sua promessa….

Continua nella lettura dell’articolo nel N. 376 del magazine CAMPERPRESS

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