Lassù tra i nidi delle aquile

Alla scoperta delle Meteore, i suggestivi monasteri ortodossi arroccati su pinnacoli di rocce che si incontrano nella Grecia centrale

Si va in Grecia per il mare o per i siti archeologici, ma questa  terra offre anche tanto altro; come accade in Tessaglia, la regione situata nell’area centro-orientale della nazione, delimitata a ovest dalla catena montuosa del Pindo e a est dal mare Egeo, con un’economia che si basa sull’agricoltura e la pastorizia, ma anche sul turismo, dato che ospita uno dei siti più frequentati della Grecia, quello delle Meteore.

Infatti attorno al borgo di Kastráki (KAΣTPAKI), un insieme di antiche case in pietra abitate da poco più di millecinquento abitanti, si elevano gli alti pinnacoli di roccia alla sommità dei quali si trovano da diversi secoli gli splendidi Monasteri ortodossi delle Meteore (METEΩPA), parola che significa “sospesi nell’aria”. Si tratta di formazioni geologiche uniche al mondo che derivano forse dai detriti depositati da un grande fiume che milioni di anni fa si gettava nel mare, che all’epoca ricopriva la pianura; nel corso delle ere si modificarono in una massa solida di conglomerato calcareo, in seguito fratturato dalla nascita della catena del Pindo, con la formazione della sottostante valle del fiume Peneo.

Questo lunghissimo processo ha dato vita a uno spettacolo grandioso, grazie all’innalzarsi di queste rocce ciclopiche di colore scuro, che fanno pensare alla lotta di mitici giganti.

Nel corso dei secoli numerosi eremiti in cerca di spiritualità e solitudine, che desideravano dedicarsi alla preghiera in luoghi appartati e inaccessibili alle guerre che in quel periodo imperversavano in tutta la zona circostante, scelsero questi alti pinnacoli per ritirarsi dal mondo con la conseguente nascita di numerosi oratori che tra l’anno Mille e il sedicesimo secolo divennero dei veri e propri Monasteri, abbarbicati il più delle volte proprio alla sommità di queste formazioni rocciose e raggiungibili soltanto con scale di corda o reti a perpendicolo sull’abisso.

Soltanto dal 1922 furono scavate delle scale nella roccia, consentendo un accesso molto più facile, anche se comunque decisamente faticoso, dato che per raggiungere ciascun sito è necessario salire, ma anche scendere, centinaia di scalini; ma ne vale assolutamente la pena, dato che qui si possono ammirare magnifici scenari di grandiosa immensità, scelti come set cinematografico anche per un film della saga di James Bond: “Solo per i tuoi occhi”.

Ai giorni nostri al loro interno non si può penetrare in pantaloncini per gli uomini e nemmeno con i pantaloni lunghi per le donne, che in questo caso vengono invitate a ricoprirsi con dei parei messi a disposizione dai monaci a mo’ di gonne lunghe….

…continua a leggere l’articolo nel N.362 di CAMPERPRESS

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