Valle dei Laghi e Castel Toblino

Poco distante dalla città di Trento e dalla parte settentrionale del Lago di Garda, protetta dalle Dolomiti, si apre la Valle dei Laghi, un vero trionfo di colori grazie alla forte presenza d’acqua (laghi di Terlago, Santa Massenza, Toblino e Cavedine e altri più piccoli) e alla vegetazione mediterranea e alpina. Il particolare microclima rende questa zona l’habitat ideale per la coltivazione della vite, dell’ulivo e alberi da frutto e per specie botaniche molto rare nell’ambiente montano.

Uno dei paesi della valle è Santa Massenza che detiene il primato della più alta concentrazione in tutta Italia di distillerie artigianali a conduzione familiare. Nel piccolo borgo, meno di 130 abitanti, sono oggi funzionanti cinque distillerie ma, fino agli anni ’80, erano ben tredici.
I produttori di Santa Massenza vigilano sulla qualità di un prodotto realizzato secondo un rigido disciplinare dalle famiglie che ne perpetuano la tradizione. A partire dalla lavorazione di vinacce locali (che determinano profumazioni diverse a seconda della valle di provenienza: Valle di Cembra, Piana Rotaliana, Valle dei Laghi, Nosiola, Vallagarina, Marzemino), per procedere con la distillazione “a bagnomaria” all’interno degli alambicchi di rame, arte centenaria tramandata di padre in figlio e operata da mastri distillatori in modeste quantità quando la vinaccia è ancora fresca e profumata. Nel corso dell’operazione, i mastri distillatori separano l’essenza in testa, coda e cuore, eliminando le prime due e mantenendo solo quest’ultima, che rappresenta il meglio della produzione.

I ghiacciai dell’Adamello alimentano torrenti, fiumi e laghi ed è proprio da questi, grazie a un sistema capillare di gallerie scavate nel cuore della montagna e condotte forzate, che l’acqua alimenta la Centrale Idroelettrica di Santa Massenza per raggiungere poi il Lago di Garda.
La centrale fu progettata da Giovanni Muzio, architetto milanese artefice del Palazzo della Triennale di Milano e della Basilica dell’Annunciazione di Nazareth. Entrata in funzione nel 1953, fu ufficialmente inaugurata il 23 ottobre 1955. All’epoca della sua costruzione era la più potente in Europa.
La sala macchine della centrale è costruita nelle viscere del Monte Gazza e vi si accede percorrendo un tunnel lungo 400 metri. Le dimensioni della sala sono da record: 150 mila metri cubi, 30 metri d’altezza e una lunghezza superiore a quella della Basilica di San Pietro!

Castel Toblino e lago omonimo vivono in simbiosi assoluta e indissolubile. Il complesso s’incastona magnificamente nel territorio, erigendosi su uno sperone roccioso staccatosi dalla montagna sovrastante e finito nel lago. L’incanto dei luoghi è aumentato dalla presenza di rare essenze arboree mediterranee come il leccio, il terebinto, l’olivo e da declivi coltivati a vigneto, tra i quali non si può non menzionare la Nosiola, varietà autoctona dalla quale si ricava il famoso vino santo.
Il castello deve la sua notorietà alla bellezza dell’ambiente e alle numerose leggende che esso ha suscitato. Circa 2.000 anni fa si pensava fosse abitato dalle fate e a loro, nel corso del III secolo, fu dedicata la costruzione di un tempietto. Con il passare del tempo, il tempio, avvolto nella sua aurea magica e religiosa, fu trasformato in una roccaforte di notevole importanza militare e strategica.

Durante l’Era Quaternaria, caratterizzata da ripetute glaciazioni che hanno interessato gran parte della Terra, la Valle dei Laghi è stata invasa dal ghiaccio. In particolare durante l’ultima glaciazione, chiamata “Würmiana”, scorreva lento il più grande ghiacciaio delle Alpi, paragonabile agli attuali giganteschi d’Alaska. Il suo passaggio ha lasciato tracce evidenti nella forma a gradoni della valle, nelle rocce levigate e striate, nelle morene laterali, nei pozzi glaciali e nel grande anfiteatro morenico del Garda. Nessuno dubita che i pozzi del Sentiero geologico Stoppani siano dovuti all’azione dell’ultima glaciazione, iniziata circa 110.000 anni fa.

L’Imperial Regio Casino di bersaglio di Vezzano, intitolato alla figlia dell’imperatore Francesco Giuseppe, l’arciduchessa Gisella, mostra ancor oggi, a distanza di secoli, le interessanti tracce di uno spaccato di storia relativo all’antico distretto tirolese di Vezzano, facente parte un tempo del sud Tirolo storico, che tocca la difesa territoriale per opera di quattro compagnie di Schützen.
Si tratta di uno dei primi insediamenti per l’esercitazione del tiro al bersaglio, le prime notizie risalgono al lontano 1708, proprio per addestrare i tiratori scelti all’uso delle armi.

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